Mozione sull’adeguamento del PUC al PPR

Il Movimento 5 Stelle ha come uno dei suoi tradizionali capisaldi programmatici lo stop al consumo del suolo. E il programma per le recenti elezioni nazionali non fa eccezione.

In Italia la cementificazione continua ad avanzare inesorabile; la crisi economica l’ha solo fatto rallentare, da 8 a 3 mq al secondo, 30 ettari al giorno. Senza che ve ne sia un utilità collettiva, con la crescita demografica ferma o negativa e una cospicua fetta del costruito inutilizzato.

In Sardegna, la pressione cementificatrice tende ad abbattersi in particolare sulle coste, devastando, oltre al suolo, anche un’altra preziosa ricchezza di tutti noi: il paesaggio, che, invece, dovrebbe essere tutelato dalle mire speculative di pochi.

Attualmente, nella nostra Regione, il Movimento 5 Stelle – che purtroppo non è presente nel Consiglio – è l’unica forza politica che chiaramente si oppone al cemento inutile e dannoso. Il PPR (Piano Paesaggistico Regionale) di Cappellacci, che in pratica era un piano per l’ulteriore devastazione del nostro territorio, fu impugnato dal Governo nazionale (Letta); la giunta Pigliaru, che aveva esordito con la cancellazione di quel mostro, si è rivelata incline ad assecondare le mire speculative – in particolare arabe – sulle nostre coste.
Al contrario, Mario Puddu, coordinatore della campagna elettorale per le politiche, in una recente intervista ha sostenuto la linea dello stop al cemento, soprattutto sulle coste, per puntare sul recupero dell’esistente e sulla valorizzazione dei paesi dell’entroterra a fini turistici. La linea 5 Stelle, non è quella dei proprietari degli hotel a 5 Stelle.

In questo quadro si inserisce il problema dell’adeguamento del PUC (Piano Urbanistico Comunale) al PPR, che a Cagliari, come in parecchi altri comuni, latita da dodici anni. E, nel frattempo, si progettano nuove lottizzazioni, o quasi quartieri, in una città con oltre 5000 case vuote.
Pino Calledda, Consigliere del M5S, ha presentato una mozione con cui si chiede al Consiglio Comunale di Cagliari un dibattito pubblico sull’adeguamento del PUC al PPR, invitando l’assessore regionale Erriu e alcuni dei principali tecnici in materia. E spiega: “La prima giunta Zedda, che già nel suo esordio aveva annunciato il suo impegno nell’adeguamento del PUC al PPR non ha tenuto una linea molto differente da quella del suo predecessore, andando avanti con deroghe e varianti nel Piano Urbanistico Comunale di Cagliari. Tra queste, è proprio di alcuni giorni fa la Delibera Regionale sull’ex Ospedale Marino che con il solito gioco di prestigio politico urbanistico, “elevando il bene ad interesse strategico regionale” aggira l’adeguamento tanto aspettato permettendo così di dichiarare che “l’ex Ospedale Marino diventerà un hotel!”. Il dibattito pubblico vuole ridare centralità al Consiglio e per ribadire che il Comune è il solo, per legge dello Stato e per principio costituzionale, ad avere il potere di decidere su tutta la materia urbanistica”. 

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Il testo della mozione:

Richiesta di dibattito per l’adeguamento del PUC al PPR

Premesso che:

  • In data 7 maggio 2015 è stato firmato un protocollo di intesa tra Regione e Comune di Cagliari, nelle persone dell’Assessore regionale degli EE.LL. e Urbanistica Cristiano Erriu e del Sindaco Massimo Zedda, finalizzato alle definizione degli impegni reciproci per l’adeguamento del Piano urbanistico comunale (PUC) al Piano paesaggistico regionale (PPR).
  • La citata intesa prevede il supporto della Regione attraverso processi e metodologie condivisi durante tutto il processo di pianificazione, sino all’adozione definitiva del Puc.
  • L’Assessorato regionale si è impegnato nella costruzione del database delle informazioni territoriali; nella redazione delle parti cartografiche utili per gli strumenti urbanistici comunali; nell’implementazione del database web dei beni dell’assetto storico culturale; nello sviluppo dell’analisi paesaggistica finalizzata alla definizione dei perimetri e delle discipline- di tutela.
  • L’Assessore Erriu nell’occasione su citata ha affermato “Il tema è particolarmente importante e delicato, soprattutto in vista della prossima istituzione del nuovo ente intermedio della Città metropolitana. In quest’ottica, tutta quella serie di esigenze di natura urbanistica e ambientale che riguardano, per esempio, i litorali e le infrastrutture da realizzare troveranno attraverso questo accordo comune una migliore pianificazione e definizione”.

Considerato che:

  • Il PPR è stato adottato nel 2006;
  • Si è provveduto all’adozione della proposta di PPR, redatto sulla base degli indirizzi approvati dal Consiglio Regionale, con Deliberazione GR 59/36 del 13 dicembre 2005. La sua adozione è avvenuta con la Delibera di G.R. n. 22/3 del 24 maggio 2006 e successiva approvazione con Delibera di G.R. n 36/7 del 5 settembre 2006, con pubblicazione sul BURAS n. 30 in data 8 settembre 2006;
  • Lo stesso PPR indica una tempistica di un anno per il completamento dell’iter dell’adeguamento dei piani urbanistici. Nei cinque anni di amministrazione del centrodestra, con Sindaco Emilio Floris, l’obiettivo dell’adeguamento non è stato raggiunto;
  • L’adeguamento del PUC al PPR costituisce uno dei punti qualificanti delle dichiarazioni del Sindaco Zedda nel suo primo mandato 2011-2016, così pure nelle dichiarazioni programmatiche del suo secondo mandato;
  • I contenuti e l’iter dell’adeguamento del PUC al PPR sono conosciuti fin dall’approvazione del PPR, tanto è vero che il medesimo Piano dà il tempo di un anno per procedere con l’adeguamento del piani paesaggistici esistenti. Infatti le stesse NTA del PPR si precisa che entro 12 mesi dalla entrata in vigore del PPR debbono conformarsi alle disposizioni del PPR gli strumenti di pianificazione regionale (Articolo 105), di pianificazione provinciale (Articolo 106) e di pianificazione comunale (Articolo 107).

 Ritenuto che:

  • La giurisprudenza costituzionale è stata ed è abbastanza chiara nell’attribuzione della prevalenza normativa di tutela ambientale e paesaggistica allo Stato (art.117, comma 2, lettera s, Costituzione) e al suo fondamentale strumento attuativo rappresentato dal piano paesaggistico rispetto alla disciplina urbanistico-edilizia emanata da Regioni e Province autonome, ma da qui non discende che l’attività di copianificazione deve essere guidata ed esercitata dall’alto (Soprintendenza) verso il basso (Comune e Regione);
  • Il Consiglio Comunale, nella sua qualità di organo competente e deliberante in merito all’adozione del PUC, è la sede più opportuna per una discussione sugli indirizzi e obbiettivi che si vogliono porre alla base di questo importante strumento di pianificazione.

Preso atto che:

  • Il Comune deve tener conto che la Regione Sardegna ha pubblicato nel proprio sito tematico (Sardegna Territorio) alcune Linee guida per lo svolgimento delle attività di adeguamento dei PUC al PPR che stabiliscono gli elaborati minimi da produrre per una corretta analisi e interpretazione del territorio comunale e indicano le metodologie per l’unificazione delle legende, per l’individuazione dei tematismi del PPR alla scala locale e per l’individuazione dei beni paesaggistici a livello comunale;
  • Il Comune deve tener conto che a queste linee guida vanno aggiunte le ulteriori specificazioni risultanti dal D. Lgs 26 marzo 2008 che definisce meglio il decreto di vincolo per i beni paesaggistici, ovvero delle norme derivanti dal ruolo esercitato dallo Stato dei confronti della disciplina paesaggistica e non dai Comuni: in poche parole i Comuni possono fare la ricognizione dei beni ma non possono definirli, proprio per una questione di normativa derivante dal sovraordinamento dello Stato nei confronti della Regione e del Comune;
  • Le norme prescrittive, per esempio, quelle che all’art. 49 delle NTA rimandano all’affermazione che “i Comuni d’intesa con la Regione e con il competente organo del MIBAC, provvedono alla analitica individuazione cartografica del bene e individuano attorno al bene una zona di tutela integrale, dove non è consentito alcun intervento di modificazione dello stato dei luoghi, e una fascia di tutela condizionata” e all’art. 50 si precisa come indirizzo operativo definire i criteri di sostenibilità architettonica e urbanistica per ogni modificazione rilevante e complessiva delle destinazioni d’uso relative ai suddetti beni al fine di non inserire nei contenitori storici attività e funzioni che ne cancellino l’identità culturale, strutturale, tipologica e morfologica”;
  • Le procedure relative alla copianificazione, necessaria per esempio nella perimetrazione di beni e aree archeologiche tra i soggetti Comune, Regione e Soprintendenza, come nel caso di Tuvixeddu costituisce probabilmente il caso di più largo impatto sulla città, non solo dal punto di vista storico culturale, ma anche dal punto di vista del noto impatto sulle casse pubbliche, visto l’esito del primo arbitrato tra un soggetto privato e la Regione e in attesa dei prossimi sviluppi della vicenda.

Tutto ciò considerato, ai sensi dell’art. 23 bis del Regolamento del Consiglio Comunale, si chiede di:

 promuovere un dibattito in Aula da cui scaturisca una chiara richiesta di impegno della Giunta e in primis del Sindaco per l’adeguamento del PUC al PPR, non più rinviabile e atteso dalla cittadinanza, dalle imprese, dai liberi professionisti e da tutte le categorie sociali e professionali interessate all’argomento.

A tal fine, si chiede di invitare alla seduta l’Assessore Regionale degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica, il Progettista del PUC ed il Presidente della Facoltà di Ingegneria e Architettura.

Cagliari 8 marzo 2018

Il Consigliere

Peppino Calledda

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Link utili:

https://www.ilblogdellestelle.it/2017/06/programmaambiente_-_consumo_del_suolo_contrasto_e_prevenzione.html.

http://www.isprambiente.gov.it/it/ispra-informa/area-stampa/dossier/consumo-di-suolo-2017

http://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/rapporti/Rapporto_218_15.pdf

https://www.ilfattoquotidiano.it/2015/12/15/consumo-di-suolo-in-italia-cementati-21mila-chilometri-quadrati-di-territorio-maglia-nera-a-monza-e-brianza/2289823/

http://www.lettera43.it/it/articoli/cronaca/2017/12/04/consumo-suolo-italia-cementifica-territorio/216240/

http://www.greenstyle.it/cementificazione-in-italia-perso-il-15-per-cento-delle-campagne-in-20-anni-122744.html

https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2014/01/23/il-governo-nazionale-impugna-davanti-alla-corte-costituzionale-lo-stravolgimento-del-piano-paesaggistico-della-giunta-cappellacci/

http://espresso.repubblica.it/attualita/2017/07/18/news/sardegna-assalto-alle-coste-1.306266

https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2017/08/16/chi-vuole-questa-legge-urbanistica-in-sardegna/

http://www.lanuovasardegna.it/regione/2018/03/15/news/legge-urbanistica-da-rifare-poca-attenzione-ai-cittadini-1.16597604

https://www.vitobiolchini.it/2016/09/15/cagliari-tre-domande-su-mattone-e-urbanistica-alla-sinistra-che-governa-la-citta/

https://andria.carto.com/viz/4d940f99-698c-422a-891f-f0010fc48364/embed_map

http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/11/02/in_sardegna_261_120_case_non_occupate_sfitta_e_vuota_una_casa_su-68-545233.html

2 Commenti

  1. La mozione che propone un dibattito in consiglio comunale è una buona proposta, certo ancora meglio sarebbe regolamento comunale permettendo la possibilità di una sorta di pubblico confronto con i cittadini. A questo punto è matura la necessità che quanto prima si riuniscano gli attivisti di Cagliari per approfondire l’argomento del PUC adeguato al PPR.

  2. L’argomento così esposto è decisamente poco invitante e destinato a pochi. Urge una traduzione alla portata di tutti. Domanda : nella zona 1 di Is Mirrionis la categoria residenziale A3 è sempre divisa in 4 Classi così che poi la rendita catastale resta superiore a quella di Via Dante ?…….serve cioè una descrizione che illustri il miglioramento (se ci sono) degli interessi della gente “comune” …perchè gli speculatori ed i costruttori sono in grado di capirlo da soli….ammesso che non fossero già informati. Grazie.

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