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  1. Sembra che la politica abitativa cittadina faccia più attenzione a defilarsi che a giocare un ruolo attivo nelle dinamiche dell’abitare e dei relativi costi che sembrano più derivare da un “cartello” precostituito piuttoscto che dalla qualità del costruito e/o del costruire…..o forse il ruolo lo esercita in misura talmente impercettibile che sembra quasi disinteresse : che sia il mercato ad autodeterminarsi ! In ogni caso sono entrambe scelte ben precise ed avvengono in una città come Cagliari che non ha molti players. Non auspico che le dismissioni siano occasioni per aumentare le densità abitative dei quartieri e cancellare i preesistenti rapporti volumetrici urbani. E’ la cultura che deve trarre vantaggio dalle dismissioni e la cultura necessita di spazi dedicati : non abbiamo bisogno di altri ristoranti a buon mercato.

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