La Tari a Cagliari è regolare o no?

Di Pino Calledda

Venerdì 10 novembre ho presentato un’interrogazione urgente riguardo la Tari al Sindaco e all’Assessore competente.
Occorre fare chiarezza: dal Regolamento per la disciplina dell’imposta unica comunale “IUC” di Cagliari non emerge la dovuta differenziazione sulla applicazione della tariffa ad una utenza domestica.
La tariffa Tari include una parte variabile, legata alla produzione di rifiuti, che per le utenze domestiche è condizionata dal numero dei componenti del nucleo familiare. Questa parte della Tari va calcolata solo una volta per tutta la superficie dell’utenza domestica, in cui rientrano sia l’abitazione che le pertinenze, garage e cantine, che si trovano sullo stesso territorio comunale. Così ha risposto il Ministero ad una interrogazione parlamentare del Movimento 5 Stelle: la quota variabile della tariffa, che incide sulla quantificazione della tassa, va computata una sola volta, considerato che l’utenza domestica, con le relative pertinenze, è riferita alla stessa famiglia. Sarebbe infatti difficile immaginare che un numero più o meno elevato di componenti del nucleo familiare possa determinare una maggiore produzione di rifiuti nei garage o nelle cantine. Di conseguenza, se un comune non rispetta questo criterio di calcolo dovrà risarcire le utenze che hanno pagato più del dovuto. Accertata l’applicazione della tariffa totale i contribuenti possono recuperare il maggior tributo versato, presentando un’istanza di rimborso entro 5 anni, a pena di decadenza, decorrenti dal momento in cui hanno effettuato il pagamento.
Ma come può il contribuente accorgersi dell’errore nella cartella? Ho fatto questa interrogazione per invitare l’Amministrazione a rendere la cartella inviata trasparente e leggibile in modo che ogni utente possa verificare l’esatto importo dovuto.

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Testo dell’interrogazione:

 

INTERROGAZIONE URGENTE

Oggetto: Sul calcolo della Tari per le utenze domestiche, quota variabile.

Premesso che:

La TARI è stata introdotta, a decorrere dal 2014, dalla legge n. 147 del 2013 (legge di stabilità per il 2014), quale tributo facente parte, insieme all’IMU e alla TASI, della IUC. La TARI ha sostituito la TARES, che è stata in vigore per il solo 2013 e che, a sua volta, aveva preso il posto di tutti i precedenti prelievi relativi alla gestione dei rifiuti urbani, sia di natura patrimoniale sia di natura tributaria (TARSU, TIA1, TIA2). I comuni che hanno realizzato sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico hanno la facoltà di applicare, in luogo della TARI, che ha natura tributaria, una tariffa avente natura di corrispettivo.

Il presupposto della TARI è il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di locali o di aree scoperte operative suscettibili di produrre rifiuti urbani. Sono, invece, escluse dalla TARI le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili, nonché le aree comuni condominiali di cui all’art. 1117 del codice civile che non siano detenute o occupate in via esclusiva.

Considerato che:

  • il decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158 (elaborazione del metodo normalizzato per la definizione della tariffa rifiuti), con le modifiche apportate dalla legge 23 dicembre 1999, n. 488 (legge Finanziaria 2000) e dalla legge 27 dicembre 2002, n. 289, all’articolo 5, illustra il «Calcolo della tariffa per le utenze domestiche», rimandando all’allegato 1 e precisamente al punto 4.2 del medesimo relativo al «Calcolo della parte variabile delle tariffe per le utenze domestiche»;

il «Regolamento per l’istituzione e l’applicazione del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (TARES)», redatto dal dipartimento delle finanze e da StudiareSviluppo, all’articolo 16, riporta le «tariffe per le utenze domestiche» e risulta essere l’ultimo vademecum a disposizione di enti e contribuenti in grado di illustrare la normativa in oggetto;

il Sole24Ore, nell’articolo dal titolo «Tari, spazio per riduzione se c’è un disservizio» (datato 4 dicembre 2014), parla di «errori commessi dagli enti, per esempio nel calcolo della quota variabile delle utenze domestiche che va computata una sola volta a prescindere dal numero delle pertinenze […] La quota variabile va invece computata una sola volta, essendo l’utenza domestica riferita alla medesima famiglia»;

Tenuto conto che:

Il Regolamento  per la disciplina dell’Imposta Unica Comunale “IUC” del Comune di Cagliari, oggi in applicazione, nell’art. 48, comma 2/c per le utenze domestiche, individua “le superfici adibite a civile abitazione e le relative pertinenze (cantine, solai, garage, mansarde, ecc…)

Si interroga il Sindaco e l’Assessore competente se:

la «quota variabile» della Tassa sui rifiuti (Tari) vada calcolata una sola volta per tipologia di occupazione (ad esempio per l’utenza domestica), pur se questa risulti costituita da più superfici.

 

Cagliari 10 novembre 2017

Peppino Calledda

Consigliere Gruppo M5S

 

Sul Blog nazionale:

http://www.beppegrillo.it/2017/11/scopri_se_hai_pagato_piu_del_dovuto_la_tassa_sui_rifiuti_tari.html

http://www.beppegrillo.it/2017/11/assistenza_gratuita_del_movimento_per_il_risarcimento_della_tari_trova_il_punto_vicino_a_te.html

 

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