Il Rosatellum e la salamandra uninominale

La legge elettorale Rosatellum testé approvata e promulgata da Mattarella con nonchalance, nonostante gli evidenti risvolti incostituzionali procedurali e nella sostanza, in sede attuativa consentirebbe delle furbate tattiche pur di assicurasi i seggi dove più conviene.

Per dare piena esecutività alla norma entro il mese di novembre 2017 il Governo dovrà definire, con atto proprio, la mappa dei collegi uninominali e plurinominali di tutto il territorio nazionale. Il compito specifico spetta ad una apposita commissione di cui sicuramente farà parte un rappresentante dell’Istat. Infatti, i collegi saranno “di norma” proporzionati in base ai dati dell’ultimo censimento generale (2011) e poi aggiornati della popolazione e la loro distribuzione negli oltre ottomila comuni italiani, per la Camera e per il Senato. Ricordiamoci che il candidato del collegio che ottiene un voto in più rispetto agli altri competitori risulta eletto, indipendentemente dalla percentuale di preferenze raggiunte.
La nuova legge elettorale prevede 231 collegi uninominali destinati all’aula di Montecitorio e 109 collegi uninominali per quella di Palazzo Madama.

Non è scritto da nessuna parte che i collegi devono essere perfettamente proporzionati tra di loro in base al corpo elettorale residente di riferimento. Infatti la legge non è rigida in tal senso, tant’è che prevede la possibilità di scostamenti del 20% in più o in meno dalla media della popolazione (art.3 comma lett.c). Ciò significa che essendo il dato medio nazionale di 260.000 abitanti per i 231 collegi previsti per la Camera, gli stessi potranno variare dai 210.000 ai 320.000 residenti.
La norma, inoltre, si limita ad un generico “sono garantite la coerenza del bacino territoriale di ciascun collegio, tenendo altresì conto delle unità amministrative su cui insistono e, ove necessario, dei sistemi locali, e, di norma, la sua omogeneità sotto gli aspetti economico-sociale e delle caratteristiche storico-culturali”.
Non è obbligatoria la corrispondenza tra collegi uninominali con i collegi plurinominali. Per esempio in Sardegna per l’elezione dei deputati alla Camera, ci saranno 6 collegi uninominali e tre collegi plurinominali. Pertanto l’unico voto riportabile sulla la scheda elettorale non sarà riferito ad un unico territorio ma a due territori diversi: uno ridotto che corrisponde al collegio uninominale e l’altro più vasto, quasi il doppio, all’incirca un terzo della Sardegna, del collegio plurinominale il cosiddetto”listino”

Per stare in sintonia con lo spirito che ha mosso la formazione e l’adozione del Rosatellum, quella di fregare rappresentatività al Parlamento al Movimento 5 Stelle, le menti eccelse del PD & C. potrebbero andare oltre.
E così potrebbe trovare applicazione quello che altrove viene etichettato con il termine di “Elbridge Gerry’s Salamander”, ovvero la salamandra di Elbridge Gerry. Ma il metodo è anche noto come “gerrymandering”, i meandri di Gerry, da qui il ricorso figurativo alla salamandra.
Elbridge Gerry è stato governatore del Massachusetts e vicepresidente degli Stati Uniti, sotto la presidenza di James Madison, passando a miglior vita durante tale mandato nel 1814. Al solo fine di accappararsi il maggior numero di seggi, ridisegnò i confini dei collegi uninominali inserendo i comuni o sottozone degli stessi nei centri di grandi dimensioni (come per Roma, Milano e dove ci saranno più collegi uninominali), convinto di ottenere così il maggior numero dei voti. In tal modo si ottennero dei perimetri dei collegi decisamente tortuosi e da qui il richiamo al nostro piccolo rettile.

Nella figura accanto (Wikipedia) si coglie bene il senso dell’artefatto. Ogni quadratino rappresenta la prevalenza politica di un comune, partito blu o rosso, di un territorio definito, per esempio una regione. Ogni comune ha lo stesso numero di residenti. Il rettangolo a sinistra indica che i sondaggi danno prevalenza del partito blu rispetto al rosso. Immaginando 5 collegi disegnati omogeneamente, rettangolo centrale, il partito blu vince su tutti i 5 collegi, rispecchiando di fatto la preferenza politica dell’intero territorio. Però se applichiamo opportunamente il metodo della salamandra nel disegno dei collegi, rettangolo a destra, il partito rosso si vedrebbe vincitore con la maggioranza dei seggi, 3 su 5, nonostante abbia solo il 40% del consenso nell’intero territorio.

Sondaggi elettorali alla mano, quanto più aggiornati, è quindi possibile ridisegnare convenientemente i collegi uninominali che, di conseguenza, non potrebbero seguire i criteri che caratterizzano storicamente i vari territori. L’unica regola da rispettare è la contiguità tra i collegi.
La furbata non è importante per i collegi plurinominali, i minilistini di nominati, i cui esiti sono determinati dalla proporzionalità dell’esito elettorale su base nazionale o regionale (Senato).

Per restare in Sardegna, ad esempio, dove sono previsti per il Senato, tre collegi uninominali senatoriali ed un listino regionale di 5 senatori, il PD potrebbe trovare conveniente escludere dal collegio di Cagliari le aree di Carbonia ed Iglesias inglobando solo la fascia sud orientale dell’Isola, fino a Villaputzu e l’Ogliastra e, tutto è possibile, ponendo il confine occidentale con Assemini, lasciato fuori in quanto pentastellato.

Comunque sarà, in altri contesti il Gerry’s salamander potrebbe risultare più semplice da attuare come è stato ipotizzato per esempio per l’area metropolitana di Torino e dintorni, escludendo uno o due comuni rispetto ad altri, per ottenere la vittoria del seggio a favore del PD rispetto al M5S.

Nulla vieta azzardare che i pensieri di Renzi e della sua allegra brigata in questi giorni possano essere concentrati su tale strategico aspetto che sui reali fabbisogni dei cittadini.

Non ci sarà molto da attendere per sapere fino a che punto si sono spinti, pur di assicurarsi il maggior numero di poltrone, grazie alle possibilità consentite dal Rosatellum sulla formazione dei collegi elettorali, anche in questo una porcata di legge.

1 Commento

  1. Ormai è noto che in Italia gli ultimi Governi di centro-destra o di centro-sinistra hanno scritto nuove leggi elettorali a propria misura. Ma in quest’ultima il Segretario del PD ha sorpreso ancor più. Con l’intento iniziale di sconfinare nei consensi nel campo dello schieramento avversario, centro-destra, sta finendo per essere assorbito dall’orbita berlusconiana rivitalizzata dalla “esaltante politica” centrata sulla sua persona. Anche il disegno dei nuovi collegi rispecchiano questa logica ridisegnando i territori a danno del M5S, in particolare su Assemini e Carbonia.

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