Barriere architettoniche, manca il piano del Comune

E’  stata depositata, da parte del consigliere 5 Stelle Pino Calledda, un’interrogazione indirizzata al Sindaco Zedda e alla sua giunta sulla mancata adozione del piano di eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA).
“Il Comune è inadempiente e nella tutela delle persone disabili ha accumulato un ritardo di diversi anni“, spiega in un’intervista all’Unione Sarda pubblicata oggi. “Il piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche è previsto per legge e obbligatorio, ma il Comune di Cagliari non ne ha mai stilato uno“. Così come a Cagliari manca il piano urbanistico per la mobilità sostenibile (PUMS ), in cui il PEBA può inserirsi.
Si legge nel documento presentato: “Pur avendo questo Consiglio affrontato spesso queste problematiche, e pur avendo questa amministrazione espresso il proprio assenso e impegno per un lavoro di miglioramento progressivo dell’accessibilità agli immobili e agli spazi pubblici, oggi è bene constatare che questo lavoro è in forte ritardo rispetto alle aspettative dei soggetti più deboli”.  E continua: “pur con le ultime dichiarazioni programmatiche del Sindaco [….] molti edifici e ampi spazi pubblici della nostra città hanno bisogno di interventi di abbattimento delle barriere. Molti criteri adottati in passato debbano essere rivisti alla luce delle più recenti normative e soluzioni tecniche, così pure la programmazione delle iniziative necessarie alla correzione progressiva di queste carenze di accessibilità. Il Comune di Cagliari attualmente non è dotato del P.E.B.A.

 

 

A seguire, il testo dell’interrogazione:

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INTERROGAZIONE URGENTE

 

Oggetto: Mancata adozione del Piano di Eliminazione delle Barriere architettoniche (P.E.B.A.)

 

Premesso che

  • la Costituzione Italiana all’Art. 16 garantisce il diritto alla mobilità; la concreta fruizione di questo diritto per le persone affette da disabilità, sancita dall’Art. 3 dal principio di eguaglianza, costituisce lo strumento e la precondizione indispensabile per poter esercitare molteplici diritti e quindi l’integrazione nell’ambiente sociale;
  • la legge 18/2009 ha fatto propria la Convenzione ONU del 2006 riguardante i diritti delle persone con disabilità ha di fatto qualificato il diritto alla mobilità come diritto all’accessibilità;
  • fin dall’anno 2006 è stata prevista, all’Art. 32 commi 21 e 22 della legge 41/1986 e art. 24 comma 9 della legge 104/1992, l’adozione da parte dei Comuni di Piani per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (P.E.B.A.), quali strumenti di pianificazione ad integrazione di quelli urbanistici, per rendere accessibili gli edifici e gli spazi pubblici che non fossero ancora adeguati alle regole vigenti sull’accessibilità;
  • la legge Regionale n. 32/1991 dispone di interventi volti all’eliminazione delle barriere architettoniche;
  • già il Presidente dell’ANCI, nella lettera ai Sindaci del 12 settembre 2014, richiamava la necessità urgente di adottare detto piano per prevenire le possibili azioni legali da parte dei cittadini;

 

Tenuto conto che

  • spesso la libertà di spostamento di anziani, bambini, ed in particolare delle persone che presentano problemi di disabilità, è ostacolata dalla presenza di criticità nel territorio, strade, marciapiedi, parcheggi, fermate mezzi pubblici etc. a causa di numerosissime barriere architettoniche, costringono i cittadini a vivere situazioni di forte disagio,
  • pur avendo questo Consiglio affrontato spesso queste problematiche e la stessa Amministrazione ha espresso il proprio assenso e impegno per un lavoro di miglioramento progressivo dell’accessibilità agli immobili e spazi pubblici, oggi è bene constatare che questo lavoro è in forte ritardo rispetto alle aspettative dei soggetti più deboli;

Considerato che

  • pur con le ultime dichiarazioni programmatiche del Sindaco “Obiettivo trasversale delle azioni manutentive e degli interventi sulla gestione della mobilità è quello di garantire a tutti l’accesso agli spazi urbani e ai mezzi di trasporto: alle persone con disabilità, ai bambini, agli anziani perché Cagliari sia davvero una città intelligente, sostenibile e includente”, molti edifici e ampi spazi pubblici della nostra città hanno bisogno di interventi di abbattimento delle barriere.
  • molti criteri adottati in passato debbano essere rivisti alla luce delle più recenti normative e soluzioni tecniche, così pure la programmazione delle iniziative necessarie alla correzione progressiva di queste carenze di accessibilità;
  • il Comune di Cagliari attualmente non è dotato del P.E.B.A.;

 

S’interrogano il Sindaco e gli Assessori competenti

  • sulla mancata predisposizione e realizzazione del P.E.B.A.;
  • sul perché questa Amministrazione non abbia ancora individuato una struttura tecnico-amministrativa cui demandare la creazione del Piano;
  • in che modo il P.E.B.A. interagirà con il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile;

 

Il Consigliere firmato

Peppino Calledda

Cagliari 27 ottobre 2017

1 Commento

  1. Cagliari ha realizzato una delle più grandi barriere architettoniche europee che è costituita dal Lungomare Poetto e procede con criteri urbanistici fondati sulla nozione di “Centro” che altro non è che una nozione geometrica utile più alla speculazione che alle politiche abitative della città. Non esiste alcuna volontà / capacità politica per indirizzare attività edilizie di dettaglio perchè il dettaglio ha un progresso lento e privo di visibilità : sia la manutenzione ordinaria sia la rimozione delle barriere architettoniche esigono attività quotidiana di indirizzo , conoscenza di costi e materiali e capacità di soluzioni ad hoc perchè intervengono sul costruito ; la progettazione di ognuno dei piccoli interventi di rimozione delle barriere architettoniche avrebbe costi superiori all’intervento stesso ma i Piani e gli appalti sembrano essere la medicina giusta per tutti i mali. Rimuovere 100 barriere in 100 giorni con una sola squadra di operai oppure in un giorno solo con 100 squadre di operai ? Il dibattito è aperto da troppo tempo. Nel mentre abbiamo maestranze operaie e professionisti a stipendio che non hanno ancora digerito la semplificazione normativa dei titoli abitativi.

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