CAGLIARI MODERNA

CAGLIARI MODERNA

Che cosa è cambiato nelle città? Che cosa c’è di diverso fra la Cagliari di un tempo e quella dei nostri giorni? Tre sono i cambiamenti che rileva un commerciale come me che si avventura nell’urbanistica:

  • Nella Cagliari di oggi ci sono molte più automobili.
  • Il commercio cittadino soffre la rivoluzione del commercio moderno.
  • L’industria turistica globalizzata mette Cagliari in competizione con le città marinare del Mediterraneo.

Secondo me questi tre grandi cambiamenti dovrebbero essere la stella polare dell’amministrazione cittadina. Vediamo come li ha affrontati la giunta Zedda.

MOBILITA’

Questo primo problema non è stato affrontato. Entrano ogni giorno in città 150/200 mila veicoli che causano un inquinamento altissimo. L’amministrazione Zedda non ha sentito il dovere di verificare la reale dimensione dell’inquinamento, non ha preso in considerazione l’eventualità di limitare gli accessi in città, di realizzare parcheggi periferici e servizi navetta per il centro.  La giunta Zedda non ha neppure istituito controlli sui veicoli che spargono fumo nero, quando è noto che il nuovo autoscan del Comune Quartu Sant’Elena, un autovelox computerizzato che legge la targa dei veicoli in transito e dialoga col server della Motorizzazione Civile, in pochi mesi di attività ha identificato e sanzionato centinaia di veicoli non revisionati. (Tanto per capire come vanno le cose altrove: a Copenaghen nel 2019, allo scopo di migliorare la qualità dell’aria, non potranno più circolare i veicoli diesel).

In ogni caso alla città di Cagliari sarebbe necessario un PUMS, un Piano di Mobilità Sostenibile, ma neanche questo è stato fatto. Si procede a tentoni come nel caso della pedonalizzazione della Via Roma. Un esperimento fatto in agosto, cioè in un periodo che non potrebbe mai dare risultati probanti.

COMMERCIO

La grande distribuzione e il commercio on-line stanno mettendo in grandissima difficoltà i vecchi negozi, i quartieri cittadini a vocazione commerciale. Come ha affrontato l’amministrazione comunale questo secondo problema? In nessun modo. L’apertura di un negozio può tuttora diventare un’odissea se c’è da fare la pratica per l’agibilità del locale; per una stupida insegna in zona storica può essere necessaria la progettazione di un professionista, mesi di attesa del parere della conferenza di servizi. A sentire gli amministratori comunali, le pedonalizzazioni dovevano essere di sostegno al centro commerciale cittadino, ma la verità è che gli estenuanti lavori hanno causato la chiusura di decine di attività; la verità è che i quartieri pedonalizzati appaiono spopolati.

Io penso che sia di per sé ottocentesca l’idea di famiglie che passeggiano placidamente per vie sgombre e fanno acquisti. Nelle attuali condizioni critiche del commercio le pedonalizzazioni sono un grande azzardo, possono causare disastri e, paradossalmente, favorire i centri commerciali periferici. Dovrebbero essere attentamente ponderate insieme agli esercenti, dovrebbero essere integrate in un accurato PUMS, dovrebbero essere supportate da servizi, sostenute da attrazioni. Ma il vocabolo “attrazione” è sconosciuto a questa amministrazione. (La città di Londra mancava forse di richiami? Eppure alla fine del ‘900 l’amministrazione cittadina l’ha dotata del London Eye, la ruota panoramica, una nuova grande attrazione nonché fonte di reddito per la città).

COMPETIZIONE TURISTICA

Che cosa ha fatto questa amministrazione per rendere Cagliari competitiva con le mete turistiche del Mediterraneo? La risposta è che pure quest’ultimo aspetto è stato ignorato. Ignorata l’attrattività della città nel suo complesso, mentre uno specifico progetto in proposito urgerebbe, sarebbe la base per la realizzazione di percorsi turistici cittadini e per fare di Cagliari il portale dell’industria turistica sarda. Ma questa è alta filosofia, la giunta Zedda si perde su cose molto più modeste. Tralasciando, per non ripeterci, i lavori infiniti del Bastione di San Remì e di piazza Garibaldi, soffermiamo l’attenzione sulla riqualificazione di Buoncammino. Una volta che si apre un cantiere, si punta a fare il meglio, si punta a rendere fiorente un complesso urbano. Invece quale risultato abbiamo davanti ai nostri occhi? Verde falcidiato, quando si poteva realizzare un giardino sospeso sulla città. Cupi lastricati e nessun servizio igienico!

Queste poche considerazioni bastano per comprendere i limiti di Massimo Zedda e della sua giunta: nessuna considerazione per l’economia, l’impresa, la salute dei cittadini; elusione delle misure che potrebbero rivelarsi impopolari. Ma in generale è obsoleta l’idea di Cagliari, o manca del tutto una visione della nuova città. La giunta Zedda ha un’età anagrafica relativamente giovane, ma il suo approccio è vecchio, come è vecchia la politica che esprime, incapace di governare i problemi, di perseguire progetti di ampio respiro. Spetterà al MoVimento 5 Stelle il compito di disegnare la Cagliari moderna.

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