Rosatellum: lo strumento dei partiti per fermare il MoVimento 5 Stelle

Oggi alle 15 alla Camera dei Deputati inizierà l’iter parlamentare della legge elettorale, nominata per semplificazione giornalistica, Rosatellum (dal cognome del proponente e capogruppo del PD Ettore Rosato). Nelle ultime ore si dice che il governo possa porre la fiducia per velocizzarne l’approvazione, in barba al necessario, soprattutto quando si parla di legge elettorale, confronto parlamentare.
Da un primo sguardo di questa legge si evince subito che è fatta sostanzialmente per non consentire al MoVimento 5 Stelle di poter andare al governo del paese.

Ma cosa prevede questa legge elettorale?

La legge è in sostanza un sistema su base proporzionale con un correttivo maggioritario.
La quota proporzionale è del 64% mentre quella maggioritaria del 36%. La quota maggioritaria, quella dei collegi uninominali spinge maggiormente alla formazione delle coalizioni (o delle grandi ammucchiate) con uno sbarramento per ogni coalizione al 10%. Nei collegi plurinominali, cioè quelli con la quota proporzionale, ci saranno mini listini bloccati da un minimo di 2 ad un massimo di 4 persone, a seconda della grandezza del collegio.

Non sarà ammesso il voto disgiunto, pertanto chi vorrà sostenere, ad esempio, un candidato nel collegio uninominale, darà il suo voto anche nel collegio plurinominale e viceversa. Con questo verrà svilito il diritto di scelta dell’elettore: il quale, magari, vorrebbe sostenere un candidato nel collegio uninominale, ma non vuole sostenere la lista o coalizione del collegio plurinominale.

Ancora una volta viene disattesa la volontà popolare che chiede la possibilità di scelta del proprio parlamentare tramite le preferenze, infatti saranno ancora le segreterie di partito ad imporre i candidati.

Vi sarà la possibilità di correre in più collegi, un’altra non curanza per l’elettore, il quale, magari, vorrà sostenere un candidato x, ma giacché quel candidato si trova in altre collegi, e visto che l’elezione scatta in un unico collegio, il giorno dell’elezioni non saprà se il suo voto aiuterà quel candidato oppure il candidato dietro in lista.

Vi sarà la regola che ci sia la rappresentanza massima di genere del 60%, il MoVimento 5 Stelle si è sempre schierato contro le quote rose perché le persone si valutano in base al merito.

Questa per sommi capi la legge che il parlamento si appresta a votare, una legge in cui non si sanno ancora come saranno i collegi dell’uninominale e del plurinominale, ma il suo unico scopo è quello di garantire al sistema partitico la sopravvivenza, tramite le coalizioni o ammucchiate, ai danni del MoVimento 5 Stelle.

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