Cagliari, il Porto Canale e il rigassificatore

Porto Canale Cagliari

Il Porto Canale di Cagliari e il rigassificatore.

Il vecchio progetto GALSI, il gasdotto destinato a importazione gas naturale dall’Algeria all’Italia continentale attraverso la Sardegna, non più proponibile è stato definitivamente abbandonato già nel 2014.

Ma si è scelto di procedere comunque con la metanizzazione dell’Isola. Questa scelta la si ritrova nei documenti del Governo sul percorso della Strategia Energetica Nazionale e delle profonde trasformazioni del mercato energetico, nel lavoro avviato nel 2016 dal Ministero dello Sviluppo Economico insieme al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. E’ stata sottolineata con la firma, il 29 luglio 2016, da parte del Presidente del Consiglio e del Presidente della Regione Sardegna, del Patto per lo sviluppo della Regione Sardegna, recante “Attuazione degli interventi prioritari e individuazione delle aree di intervento strategiche per il territorio”.

Eppure, la scelta di procedere con la metanizzazione della Sardegna non è coerente con lo scenario di rapida de-carbonizzazione necessaria dopo l’Accordo sul clima di Parigi basato sulle rinnovabili. Questo implica che grandi investimenti potrebbero diventare inutilizzabili.

E’ vero che la Sardegna è l’unica regione non metanizzata, ma si tratta ormai di una fonte energetica con un grande futuro dietro le spalle. Non sarebbe meglio indirizzare le ingenti risorse necessarie verso scelte di innovazione? E non solo in campo energetico, ma anche nei trasporti, nell’edilizia, nell’agricoltura e nelle politiche industriali.

Il gas naturale liquefatto (GNL) dovrà essere trasportato da navi metanifere e necessiterà dello stoccaggio a terra e quindi della realizzazione di una rete di depositi costieri ubicati nei bacini di maggior consumo quali Cagliari, Sassari ed Oristano, da cui, attraverso la rigassificazione verrà immesso nelle reti di distribuzione esistenti e in quelle previste dal piano di metanizzazione, da collegare progressivamente a una dorsale di trasporto da realizzare per tratti nell’Isola, in funzione dello sviluppo delle infrastrutture e del mercato.

Il progetto, proposto dalla IS GAS ENERGIT Multi-Utilities S.p.A., attuale gestore della rete di distribuzione ad aria propanata, prevede la costruzione presso il porto di Cagliari di serbatoi di GNL per un volume complessivo di 20.000 m3 connessi a un rigassificatore da allacciare agli adduttori che già oggi alimentano la rete di distribuzione ad aria propanata di Cagliari e dei comuni vicini.

Gli impianti verranno collocati all’ingresso della Città e dell’Area Metropolitana ed in particolare nelle vicinanze del Villaggio dei Pescatori che ospita 30 famiglie cagliaritane. All’interno del sistema lagunare di Santa Gilla dove gravano vincoli di tutela ambientale e naturalistici.

Tutto questo implica problematica di: sicurezza urbana e marittima; incidenza del progetto sullo sviluppo del Porto Canale considerando le previsioni sul transito futuro delle navi metanifere; istanza relativa alla procedura di Valutazione Ambientale scaduta il 18 agosto 2017; informazioni da parte del Governo riguardo ad un ipotetico quadro tariffario futuro in grado di assicurare i meccanismi necessari per la tutela dei clienti deboli come la Sardegna (esempio trasporto aereo e marittimo).

Sull’argomento, la scorsa settimana ho  presentato un’interrogazione

Pino Calledda.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*