Osservazioni VAS presentate da portavoce sardi

Domani mercoledì 13 settembre si chiudono i termini per il deposito delle osservazioni presentate da cittadini ed enti pubblici alla Commissione Valutazione Ambientale Strategica (VAS) del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare valuterà tali interventi in relazione al Programma Nazionale per la costruzione del Deposito di Rifiuti Radioattivi. Si chiude, dunque, la fase di consultazione pubblica che porterà alla pubblicazione della Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee (CNAPI). Tale documento permetterà di individuare i luoghi potenzialmente idonei ad ospitare il deposito nazionale per le scorie radioattive.

Diversi amministratori locali e parlamentari 5 Stelle sardi hanno sottoscritto un documento di osservazioni.

“Occorre esprimere ancora con forza il proprio no! Affinché la Sardegna non venga individuata come regione idonea allo stoccaggio di rifiuti radioattivi”. “La nostra isola” – continuano i firmatari – “è votata al turismo, alla ricettività, alla trasformazione di materie prime di pregio e alla cultura. Dopo lo scempio delle attività industriali degli ultimi decenni e delle mancate bonifiche, è impensabile gravare la nostra terra di un deposito di scorie radioattive, in quanto, dal punto di vista comunicativo e dell’immagine che abbiamo conquistato in Italia e all’estero, subiremmo un grave danno economico e sociale.”
Sono stati definiti alcuni criteri di esclusione con lo scopo di individuare il sito più idoneo, tra i quali vi sono: le aree “vulcaniche attive o quiescenti”, quelle a “sismicità elevata e caratterizzata da fenomeni di fagliazione”, quelle a “rischio geomorfologico e idraulico”, quelle ubicate al di sopra dei 700 metri sul livello del mare e quelle a distanza minore di 5 Km dalla costa. La Sardegna potrebbe avere i requisiti per essere considerata idonea”, tuttavia – concludono i firmatari – “per noi sardi – che abbiamo votato convintamente il referendum consultivo del 2011 in ordine all’eventuale costruzione nell’isola di centrali nucleari o depositi di scorie radioattive e abbiamo detto no con il novantasette percento dei cittadini che si sono espressi (pari a 848.634 votanti) – non ci pare che si possa discutere ulteriormente. Il nostro dissenso è stato fin troppo chiaro e, indubbiamente, ha espresso una manifestazione di volontà di grande rilievo politico che non può in alcun modo essere sottovalutata dal governo.”

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